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Nel cuore delle Langhe, all’Arborina l’alta cucina dello chef si sposa con spa e benessere

Arborina. Una palette di colori tutta primaverile ci accoglie in questo luogo della mente già meta geografica del vino, approdo ideale dove mettere da parte almeno per qualche ora il peso del presente, la stanchezza fisica e mentale di una quotidianità compressa da pensieri e doveri metropolitani.

La bellezza pura e bucolica della campagna, le colline del Barolo, le vigne che si susseguono in filari ordinati e dolcemente pettinati dal vento, incontrano l’armonia del boutique hotel Arborina Relais di La Morra, luogo di charme che reinterpreta le regole auree dell’ospitalità piemontese: la cura del ricevere in una linearità di dettagli e attenzioni minuziose, assecondati dalla bellezza della natura tout court. Il silenzio, i giusti tempi, il valore dell’essenzialità: qui tutto ruota attorno al cliente accolto nel confort di dieci suite di design – Garden, Junior e Romantic Suite – dallo stile essenziale, caldo, accogliente, sostenibile e mai vistoso.

I materiali naturali che conciliano tradizione e un design innovativo – il legno, la pietra, i tessuti pregiati -, le ampie vetrate panoramiche in tutte le suite e l’affaccio suggestivo sui clivi più rinomati di Barolo entrano in perfetta sintonia con gli elementi del territorio. Arborina Relais, insieme dimora di charme e ristorante gourmet parte del circuito Les Collectionneurs, nasce nel 2015 come boutique hotel per divenire molto presto “destination luxury hotel”.

Servizi dedicati, esperienze immersive nel mondo del benessere e dell’enogastronomia, la qualità del proprio tempo restituita in percorsi benessere e trattamenti dedicati, le visite sul territorio organizzate in modo sartoriale sulla base di desideri e necessità, sono quanto offerto per soddisfare anche il cliente più esigente.

Chiunque può godere della SPA, sempre e solo ad uso esclusivo degli ospiti, dotata di una piscina esterna riscaldata tutto l’anno, la sauna, il bagno turco, e la possibilità di acquistare rituali corpo e viso e massaggi dedicati. La filosofia del centro benessere si coniuga con l’amore per questa terra, e con l’uso di cosmetici completamente naturali e funzionali realizzati con materie prime locali quali nocciole, acini d’uva e vinaccioli, fiori frutta e derivati delle chiocciole di Cherasco.

Dal benessere del corpo e della mente a quello della tavola nell’accoglienza dell’Osteria Arborina, che si fregia di una stella Michelin, integrata all’interno del Relais. In una cucina a vista che incuriosisce e cattura lo sguardo curioso di clienti accolti in una manciata di esclusivi tavoli, le mani si muovono con rituale gestualità, mentre i visi di giovani cuochi s’incrociano tra sguardi che si amalgamano in un armonioso coordinamento.

È un rigore gentile a tirare le fila di una brigata operosa che il giovanissimo executive chef Giuseppe Lo Presti ha unito intorno a sé, tra umani sorrisi e obiettivi lungimiranti. Fucina di idee, con passione e talento, ha portato in cucina il suo pensiero di vita ma soprattutto la memoria e il ricordo. La definisce “del ricordo”: un’esperienza dove accogliere il passato e il futuro mescolando la cultura enogastronomica siciliana e toscana, fondendole con forza e grande disinvoltura nel territorio langarolo. Una cucina che si spoglia di qualsiasi orpello, che vive di definizione, pulizia, precisione, ma soprattutto di sapori netti che rimangono puri e autentici al palato e nella memoria di chi ha scelto il piacere di una sosta in Arborina Osteria e Relais.

Terra e mare con i suoi prodotti rigorosamente di prossimità, i fornitori esclusivi partner del progetto di valorizzazione delle Langhe, sono gli elementi preziosi per la costruzione dei due menù che tracciano la visione emozionale di Giuseppe Lo Presti e il suo percorso tra tradizione, territori a lui cari e influenze del passato. Leggeri ed eleganti, soprattutto sempre riconoscibili nel sapore sia “Langhe a modo mio”, Fassona 36 mesi al mandarino e pepe bianco, ristretto al Barolo, nocciola e ravanello fermentato al lampone, Plin 2.0 al coniglio di Carmagnola “arrosto morto” in due servizi e Tournedos di Fassona, il suo fondo, bietola croccante, crema di carota e ginger: la materia tra cotture e commistioni che preserva il patrimonio piemontese.

Con “Sicilia Toscana e Piemonte” si spazia dal Gambero rosso al naturale, acqua di pomodoro, basilico e terra di olive, al Tortello con trippa, triglia di fondale in tre cotture, maionese di datterino e nero di seppia al naturale – un gioiello di bellezza e di bontà che scioglie i desideri del piacere in un vortice di gusto e sussulti dell’anima – all’Ombrina selvaggia al lime, bouillabaisse in crema e scalogno al Barolo; cucina felice, domestica, eterna, fluire copioso di autenticità che si riappropria di profumi e collocazione culturale.

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