Skip to main content

Alessandro Garzillo, allievo di Gualtiero Marchesi, porta la sua cucina in una straordinaria location di ospitalità, a due passi dall’Aeroporto internazionale

La confusione creata dall’emergenza pandemica non ha fermato progetti imprenditoriali, strategie innovative, visioni e investimenti, tutti nel segno della auspicata ripresa che, prima o poi, dovrà verificarsi. Questo periodo altalenante, caratterizzato da sogni, speranze e, talvolta, frustrazioni, ha segnato però, spesso in sordina, la ripresa di molte attività nel campo della ristorazione, nonostante difficoltà, regole spesso confuse e la presenza del maledetto virus che ha bloccato gran parte delle attività nel campo dell’horeca e dell’alta cucina. Fra questi segnali di ripresa va sicuramente inquadrata la sfida dello chef Alessandro Garzillo: più che una ripartenza, però, quella di Alessandro è una vera e propria affermazione della propria professionalità, avvenuta anche e soprattutto grazie alla lungimiranza di una famiglia di imprenditori ben conosciuta nel mondo dell’ospitalità.

Le parole di Roberta Orsi, patronne di Villa Malpensa

Roberta Orsi, patronne di Villa Malpensa, prestigiosa struttura di ospitalità a solo seicento metri dal Terminal 1 dell’Aeroporto internazionale milanese, ha scelto lo chef, varesino d’adozione (nato in Argentina nel 1978 e cresciuto fin dai 3 anni in provincia di Varese), per dare una svolta importante in chiave gourmet ai ristoranti dell’hotel Villa Malpensa. Alessandro Garzillo è oggi a capo di questo ambizioso progetto di ristorazione, in una location straordinaria e prestigiosa.

Roberta Orsi, imprenditrice visionaria, ha le idee molto chiare in materia: “La cucina di Alessandro rappresenta per noi e per i nostri ospiti la migliore garanzia di successo, grazie a un talento culinario, a una tecnica e a una capacità organizzativa senza precedenti. Ho testato più volte la sua cucina prima di proporgli di accettare la nostra sfida e di condividerla, all’insegna di una offerta di cucina contemporanea, proposta in chiave moderna e dinamica, con una selezione esasperata delle materie prima e una professionalità che si esprime anche attraverso l’estetica dei piatti”. 

Alessandro Garzillo è ben conosciuto fra gli addetti ai lavori per avere lavorato al fianco del compianto Gualtiero Marchesi e di molti altri importanti chef, in Italia e all’estero: da oggi la sua esperienza e la sua professionalità vengono messe al servizio di questa famiglia di imprenditori, appassionati gourmet, proiettati verso nuove iniziative imprenditoriali incentrate sul food & wine e l’ospitalità. Con l’obiettivo di rendere Villa Malpensa un riferimento per gourmet ed enoappassionati alla ricerca del meglio.

Abbiamo chiesto a Garzillo come vede il suo futuro da chef nella nuova attività del ristorante Alessandro Garzillo a Villa Malpensa, ubicato nel comune di Vizzola Ticino, all’interno del Parco del Ticino e, come dicevamo, a pochi metri dal più importante aeroporto italiano.

La cucina di Alessandro Garzillo ritorna ad essere centrale nella scena ristorativa della Lombardia. Quali saranno, in sintesi, le linee guida del suo nuovo format di offerta? 

Innanzitutto è un onore e una grandissima responsabilità. Avere la possibilità di aprire un ristorante con il mio nome dove potermi esprimermi al 100% è “l’occasione” che aspettavo da tempo. Rispetto a quando avevo il mio locale, l’Atelier Alessandro Garzillo, la mia visione di cucina è cambiata molto. Oggi mi piace studiare specialmente la nostra cucina tradizionale e riproporla in chiave contemporanea seguendo molto i miei ricordi di gusto. Pochi ingredienti che si fondono in maniera armoniosa tra di loro.

Il nome “Atelier” significa Laboratorio ed è proprio seguendo questa definizione che anche qui a Villa Malpensa voglio proporre una cucina contemporanea, in continuo studio e ricerca. La mia cucina è lo specchio delle mie emozioni, genuina, elegante, studiata ( perché ogni elemento che compone un piatto ha un perché…) e autentica. Mi piace pensare che possa essere una cucina emozionante, senza voler esasperare gli ingredienti. 

 

Lei ha sempre dedicato molta attenzione alle istanze sociali dei più deboli, arrivando a concepire dei laboratori di cucina per ragazzi diversamente abili. Anche per la nuova situazione pensa a qualcosa di simile?

Il mio impegno nel sociale continuerà, perché a 43 anni, facendo un bilancio sulla mia vita durante il lockdown, ho realizzato quanto fossi fortunato. Ho avuto dalla vita moltissimo, innanzitutto dai miei genitori. Ma nel mio percorso professionale ho incontrato moltissime persone che mi hanno “donato” qualcosa. Non intendo beni materiali ma valori, affetto, amicizia e rispetto. Mi è sembrato giusto iniziare a “donare” qualcosa anch’io. Inoltre quando sono con i ragazzi della brigata sono loro che riescono sempre a regalarmi emozioni. Sono meravigliosi e mi danno una carica e voglia di vivere immensa.

 

A quale tipologia di proposte culinarie sta pensando?

 La proposta qui a Villa Malpensa sarà il frutto del mio percorso professionale, il punto di partenza rimane la cucina Mediterranea alla quale poi aggiungo le conoscenze acquisite in giro per il mondo

 

Territorio o internazionalità, semplicità o complessità, come vede il futuro della sua attività di ristorazione?

Cucina internazionale, con la riscoperta della cucina territoriale e soprattutto stagionalità e ricerca dei prodotti. La vicinanza con l’Aeroporto di Malpensa, inoltre, mi aiuta ad avere un bacino d’utenza non soltanto locale, a cui proporre una cucina fortemente legata al nostro territorio che, per molti versi, può regalare emozioni gustative di altissimo valore. Inoltre, la vicinanza con Milano, aiuta la presenza di un flusso di clientela particolarmente interessante, così come la vicinanza con Piemonte e Svizzera.

 

A che tipo di clientela intende rivolgersi con la nuova attività di Villa Malpensa?

Mi piace pensare che sia per tutti…, ma ovviamente sono cosciente che ci posizioneremo per proposta e budget su una scala medio alta. Sicuramente una clientela Gourmet, preparata e curiosa, questo è il mio obbiettivo.

 

Da quante persone sarà composta la brigata?

Per iniziare abbiamo una brigata composta da 4 -5 elementi, ma conto aprire le porte della mia cucina a stagisti in determinati periodi dell’anno

 

Quale sarà presumibilmente la percentuale del food cost verso cui si sta orientando?

L’obbiettivo è quello di rimanere sul 23%, oggi è fondamentale avere sotto controllo il rapporto tra costi e ricavi

 

Conoscendo la sua esperienza, mi viene da pensare che, anche a livello di proposta vini, intenderà privilegiare il patrimonio vinicolo italiano, in tutte le super eccellenze. Mi sbaglio?

Assolutamente sì, abbiamo una scelta importantissima, cantine molto importanti che offrono prodotti ottimi. Mi piacerebbe oltre ad avere cantine celebri , scoprire e sviluppare partnership con realtà vinicole emergenti. Ovviamente la carta dei vini avrà una selezione di etichette internazionali, senza però esagerare.

 

Leave a Reply

due + tredici =

Close Menu

So Wine So Food

I più grandi chef, le tendenze internazionali, gli eventi più trendy e le cantine migliori in territorio nazionale e internazionale.

Project by K-Lab Project

© 2015 SOWINESOFOOD
Iscrizione al registro stampa del
tribunale di Velletri (Roma) N. 15/2016 del 18/08/2016

T: 0691516050
E: [email protected]