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Nella splendida cornice del borgo romagnolo, è andata in scena la quattordicesima edizione di Popoli Pop Culture Festival

Le rivoluzioni del pensiero non hanno bisogno di grandi proclami o azioni “di forza”, spesso è sufficiente una scintilla, un modesto braciere capace, come lampo, di destarci, illuminando a giorno l’umano orizzonte concettuale, senza raggiungerlo, bensì avvicinandovisi con luce chiarificatrice.”

Bagnara di Romagna (RA) è un graziosissimo comune nella Bassa Romagna, inserito nel prestigioso circuito de “I borghi più belli d’Italia”, grazie a palazzi medievali e alla scenografica rocca, viva testimonianza degli Sforza.

È un paese semplice Bagnara, dove la vita scorre limpida, scandita da serenità e buon vivere.

Ci sono quattro giorni all’anno, però, in cui il borgo romagnolo si trasforma, cambia volto: 96 ore di festa tra canti, danze, spettacoli e ovviamente tanto buon cibo. Mi sto riferendo a Popoli Pop Culture Festival, quest’anno andato in scena dal 1 al 4 settembre.

I dati di Popoli

Giunto alla quattordicesima edizione, “Popoli” non è la solita sagra gastronomica internazionale, che spesso anima la classica piazzetta cittadina. La kermesse rappresenta invece un tuffo a 360 gradi nella cultura dei molteplici Paesi presenti; uno schiaffo all’etnocentrismo, per vivere e conoscere le differenze con curiosità e mente aperta.

Quasi 20.000 persone hanno animato la quattro giorni settembrina di Popoli, un risultato incredibile per un borgo che conta poco più di 2.400 abitanti. Focus di questa dinamica edizione, i Balcani, come omaggio ai trent’anni dal fenomeno di esodo verso le coste italiane e di ritorno alla Democrazia dell’Albania.

Il concorso gastronomico di Popoli

Sabato 3 settembre, nella piazza principale Guglielmo Marconi, è andato in scena l’ottava edizione del concorso gastronomico, vero e proprio fiore all’occhiello del festival. Molteplici paesi hanno presentato un piatto della propria tradizione a una giuria tecnica, alla quale ho preso parte con grandissimo onore.

Mission della giuria, quella di eleggere il miglior piatto dell’edizione 2022 di Popoli.

Albania, Angola, Argentina, Armenia, Brasile, Camerun, Filippine, Francia, Georgia, Grecia, Marocco, Messico, Pakistan, Perú, Romania, Thailandia, Vietnam; questi i popoli che hanno deciso di mettersi in gioco per una sfida serratissima e caratterizzata da un sano agonismo.

Ad aggiudicarsi il primato, con un minimo scarto sul secondo classificato Vietnam, è stato il Messico che ha presentato un huarache con foglia di fico d’india, ripiena di fagioli, insalata, avocado e formaggio fresco.

La foglia di fico d’india o “Nopal” rappresenta un ingrediente ancestrale della la cucina messicana, ricco di nutrienti e decisamente versatile, tanto da essere raffigurato anche sulla bandiera di Stato. 

Molto intrigante anche il “nihari” pakistano: carne di manzo con spezie pakistane, coriandolo, zenzero, limone e peperoncini, accompagnato dal classico pane. Uno stufato di manzo che mi ha stupito per gusto, morbidezza e per un perfetto mix di spezie, estremamente delicate al palato. A concludere un piacevole sentore di piccante.

Sicuramente degno di nota anche la preparazione del Vietnam, sto parlando del Banh Xeo. Una crespella sottile e croccante, senza uova, fatta con farina di riso, grano e curcuma. La versione proposta a Popoli è quella classica: crespella farcita con delle fettine di carne di maiale arrostite, gamberi, verdure e salsa di arachidi.

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