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L’eccellenza delle denominazioni minori

Sono bravi tutti a scovare il meglio tra le denominazioni più famose e blasonate del Piemonte, a partire da Barolo e Barbaresco. Il difficile è trovare piccole chicche tra le denominazioni minori, che lo sono solo sulla carta. Ecco la nostra selezione: le cinque Doc piemontesi da vini rossi assolutamente da provare! Se invece preferite i bianchi potete andare qui

Freisa di Chieri Doc

Il Freisa ha una storia documentata lunga almeno 500 anni nei territori tra il Monferrato e la provincia di Torino. La Freisa di Chieri Doc può essere prodotta, in particolare, nella sola zona della Collina Torinese nelle versioni secco, Superiore, dolce, frizzante e spumante. Dal colore rosso cerasuolo che con l’invecchiamento tende al granato, questo vino si adatta ad accompagnare le carni, ma anche il pesce, specie se abbassato di pochi gradi. Tra le due versioni, ferma e frizzante, vi suggeriamo quest’ultima se il piatto da abbinare è una frittura mista di pesce: l’anidride carbonica ripulirà molto meglio il vostro palato per il boccone successivo. Nel caso di preparazioni più complesse, come una ricca zuppa di pesce, è più indicata la versione ferma del vino. Il Consorzio Freisa di Chieri Doc è piccolissimo, composto da appena otto aziende, una più interessante dell’altra. Una Doc da tenere d’occhio. 

Grignolino Doc Monferace

Esistono diverse anime del Grignolino, a partire da quello giovane e dalla beva immediata, a quello da lungo affinamento. Noi vi suggeriamo quest’ultima versione nata dall’associazione Monferace, che comprende dodici produttori dallo spirito ribelle nelle province di Asti e Alessandria. In queste terre dove gli infernot sono diventati Patrimonio dell’Unesco, questi viticoltori hanno realizzato il sogno di produrre il Grignolino di una volta. Secondo le ricostruzioni storiche ottocentesche questo vino rosso dalla spiccata freschezza poteva affinare in bottiglia fino a undici anni. Da qui è nato un disciplinare di produzione, che pur rientrando nelle due Doc Grignolino d’Asti e del Monferrato Casalese, prevede un affinamento di 40 mesi, di cui 24 in legno. La prima annata in commercio, la 2015, rivela un carattere tutt’altro che addomesticato, con una spiccata freschezza e tannicità. Ottimo con le carni rosse.

vini doc piemontesi

Barbera d’Alba Doc

La Barbera è un vitigno del Piemonte coltivato un po’ in tutta la regione, che si esprime nel calice con carattere diverse in base alle zone di produzione. Di fatto è il vitigno che occupa più superficie vitata in Piemonte, coltivata soprattutto nelle zone di Langhe e Roero. Ci sono la Barbera d’Asti Docg prodotte anche nella versione Superiore, e le Barbere del Monferrato Superiore Docg e Nizza Docg, tutte provenienti dalle provincie di Asti e Alessandria. Se però volete una Barbera che “baroleggi”, ossia che dopo un passaggio in legno e del tempo in bottiglia sappia esprimersi con potenza, struttura ed eleganza, quasi rivaleggiando col nobile cugino, non avete che andare sulla Barbera d’Alba Doc. Un vino adatto ad abbinamenti importanti, a partire da un bollito misto alla piemontese. 

Nebbiolo d’Alba Doc

Non è chiara l’etimologia del nome nebbiolo, con la quale si indica sia il vitigno, che la denominazione. Secondo una versione sembra che questo nome derivi dalla pruina che avvolge l’acino ricoprendolo di una patina biancastra, mentre secondo qualcuno indicherebbe semplicemente la nebbia, evento atmosferico che non manca di certo nelle Langhe. Il Nebbiolo d’Alba Doc è una denominazione della provincia di Cuneo, con cui si produce un piacevolissimo vino dalle nuance rubino, naso di frutta rossa, rose e viola, dal palato fresco e dal tannino croccante. 

Verduno Pelaverga Doc

Nasce dall’omonimo vitigno, il Pelaverga piccolo, coltivato in una manciata di comuni della provincia di Cuneo, Roddi, La Morra e Verduno. Se in passato veniva usato in assemblaggio con Nebbiolo e Barbera, dagli anni Settanta viene vinificato in purezza per valorizzare la tipicità del vitigno. E’ un vino davvero caratteristico, indicato per chi cerchi vini rustici, che si abbinano a tutto pasto. E’ considerato, infatti, un vino trasversale, perfetto per accompagnare la tipica merenda sinoira con salumi, pane e formaggio, ma che si presta ad abbinamenti inconsueti, con un’anguilla per esempio o col baccalà. 

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