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Come estensione, l’Alto Adige è uno dei territori vinicoli più piccoli d’Italia, ma grazie alla sua posizione geografica è anche uno dei più variegati. Ecco perché sono decisamente tra i vini italiani da non perdere.

Dai piedi dei massicci alpini più elevati a Nord, fino ai vigneti di un paesaggio decisamente mediterraneo a Sud. 5.000 viticoltori si dividono una superficie vitata di poco più di 5.500 ettari, distribuita nelle zone climatiche più disparate, su terreni diversi e a quote che variano fra 200 e più di 1.000 metri s.l.m.

La storia dell’Alto Adige DOC

E l’Alto Adige è una delle zone di coltivazione vinicola più antiche d’Europa, tanto che già nel 5° secolo avanti Cristo il popolo dei Reti vi produceva vino, come dimostrano ritrovamenti archeologici di roncole da potatura e mestoli da botte risalenti a quel periodo.

Un terroir quanto mai differenziato fa sì che tanti vitigni trovino condizioni di crescita ideali. Nel vigneto e in cantina, i vignaioli altoatesini possono contare su un’esperienza maturata e tramandata di generazione in generazione, combinandola all’attenzione crescente per una viticoltura naturale e sostenibile, e alla voglia costante di rinnovarsi.

Nel 1872, su proposta dell’Associazione dei viticoltori, frutticoltori e orticoltori di Bolzano, a San Michele all’Adige fu fondato l’Istituto agrario di formazione e sperimentazione, sul modello di quello già esistente a Klosterneuburg, alle porte di Vienna, anche oggi tra i più innovativi del settore.

Forse tra le realtà più parcellizzate del territorio italiano, sono quasi 5.000 le cantine, spesso piccole realtà a gestione familiare. Un elemento che rappresenta un carattere identitario unico, con grande attenzione all’artigianalità e alle tradizioni.

“L’ambizione, la perseveranza e la precisione le abbiamo nei nostri geni e siamo molto esigenti, soprattutto con noi stessi. Scaliamo una cima e già pensiamo alla prossima, proiettandoci sempre un passo più avanti. Da qui scaturisce la nostra tendenza alla qualità, che si esprime nei nostri vini e in una sinfonia di gusti che appaga tutti i sensi” racconta Eduard Bernhart – Direttore del Consorzio Vini Alto Adige.

Alto Adige Bianco “Beyond the Clouds” 2019 – Elena Walch

Il “Beyond the Clouds”, vino ormai mitico, nasce grazie all’inventiva e l’ecletticità di Elena Walch. Si tratta infatti di una superba cuvée di uve bianche provenienti dai migliori appezzamenti della cantina, selezionate ed affinate in barrique per creare una perfetta armonia tra intensità aromatica e complessità al gusto.

Alto Adige DOC Pinot Bianco Vorberg Riserva 2018 Terlano

Merito ulteriore dell’elevato livello qualitativo di questo vino, è da riconoscere all’enologo Rudi Kofler e all’agronomo Norbert Spitaler, grazie ai quali è stato bandito qualunque tipo di diserbante chimico, orientando così la cantina alle metodologie biologiche. Vivido manto paglierino. Naso ricco di ornamenti: ricorda la mela di montagna, le erbe di campo e i fiori bianchi abbracciati da una nota minerale che culmina in una lunga scia olfattiva. In bocca la mineralità del terreno è piacevolmente avvertibile, è ricco di materia e corpo equilibrati da una sapidità quasi rinfrescante, non vuole ammiccare, né tanto meno stancare il palato, coronando l’assaggio con una lunga persistenza.

Müller Thurgau Feldmarschall – Tiefenbrunner

Da 40 anni un protagonista orgoglioso, apprezzato e pluripremiato dell’arte enoica altoatesina. Questo Müller-Thurgau dalle spiccate note minerali ed aromatiche cresce a 1.000 metri di quota, di colore giallo chiaro paglierino con riflessi verdi e un profumo intenso di fiori bianchi e frutti gialli, fra cui pesca e albicocca. Con l’invecchiamento emergono sempre più le componenti aromatiche minerali. Il corpo raffinato avvolge il palato in un gioco elegante ed equilibrato di note vellutate e fresca acidità. Il retrogusto non delude e sorprende per la sua persistenza.

Sauvignon Blanc Praesulis 2019 – Gump Hof

Il Sauvignon “Praesulis” è un vino bianco elegante e delicato ma dalla personalità decisa, che incarna la freschezza e i profumi della Valle Isarco, a circa 500 metri di altitudine. Sentori di erbe aromatiche, agrumi e frutta bianca emergono da una trama morbida, succosa, fresca e minerale, di ottima persistenza. La cantina Gumphof si trova nella zona a sud della Valle Isarco, alle pendici del massiccio dello Sciliar. L’esperienza e la sensibilità del vignaiolo, Markus Prackwiese, si uniscono alle peculiari condizioni di terroir che definiscono la zona.

Kerner Sabiona 2018 – Cantina Valle Isarco

Sebbene sia la più giovane cooperativa vitivinicola dell’Alto Adige, sorta in una zona tradizionalmente vocata alla viticoltura, la Cantina Valle Isarco, con i suoi pregiati vini bianchi, ha conquistato grande fama anche all’estero. In Valle Isarco si riscontrano le condizioni climatiche ideali per la coltivazione delle uve bianche e per questo motivo la Cantina Produttori Valle Isarco si è specializzata nella produzione di vini bianchi. Grazie all’alta qualità delle uve e all’esemplare lavorazione, i bianchi della Cantina Produttori Valle Isarco sono annoverati fra i vini più apprezzati dell’Alto Adige. Nel moderno stabilimento di Chiusa vengono prodotte circa 950.000 bottiglie di vino all’anno. Colore giallo chiaro. Profumo intenso, aromatico, con sentore di albicocca e pesca. Sapore speziato, intenso, con un’acidità marcatamente vivace.

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