Oliver Glowig, storia di un esastellato

Al mercato centrale di Termini le stelle brillano

 

Nel cielo di Roma, la capitale d’Italia, brillano le sei stelle dello chef Oliver Glowig. Nato a Düsseldorf, ha visto nascere la sua passione per la cucina grazie alla famiglia che portando l’enfant prodige in giro per ristoranti, ha ampliato la curiosità del giovane Glowig. Tanti gli sforzi fatti da ragazzo: ”Non avevo orari o giorni di riposo, volevo solo cucinare. Ho cambiato molti ristoranti per crescere fino ad arrivare a prendere la cucina del ristorante acquarello in Germania”. La gentilezza dello chef ci mette a nostro agio e mentre finiamo di bere il caffè chiediamo come mai la scelta di venire in Italia e non di andare in Francia, madrepatria della cucina di altissimo livello. Glowig sorride spiegandoci che la sua volontà era quella lavorare un anno per Gualtiero Marchesi e poi trasferirsi oltralpe. La cosa che colpì maggiormente il giovane chef fu la qualità dei prodotti italiani: ”Ho scoperto prodotti che in Germania non avevo mai sentito, la verdura da noi era bella ma non aveva nessun sapore. A Capri mi portavano verdura sporca di terra ed aveva un gusto inarrivabile”.

 

Oggi gli chef vengono considerati dei sex-symbol, lei cosa ne pensa?

“La cucina è passione, amore e continuo studio, il mio lavoro è quello di accontentare i clienti non quello di fare autografi”

 

Che giudizio ha di Beck?

“Heinz è un amico oltre che un grande professionista”

 

Farebbe il giudice in uno di questi programmi sulla cucina?

”Sono stato per una trasmissione, ma a me la telecamera cambia. Io non sono un attore, io so cucinare e non so recitare. Poi questi show hanno un lato positivo e uno negativo: da un lato accrescono la cultura della gente, dall’altro i giovani pensano che fare lo chef sia facile, ma non è cosi.”

 

Un ristorante dove andrebbe volentieri?

“A Lione, da Paul Bocuse, simbolo della cucina nouvelle cousine, unico chef ad aver mantenuto le 3 stelle per 50 anni”

 

Tre personaggi con cui vorrebbe andare a cena?

“Sicuramente con Cristoforo Colombo, persona che ha scoperto tanti alimenti che ha assaggiato per primo, come la patata il pomodoro. Sono materie prime che mi sarebbe piaciuto lavorare pur non conoscendole. Poi Papa Giovanni Paolo II che ritengo un grande personaggio che ha fatto tantissime cose facendo diventare la chiesa molto più umana. Infine Bruce Springsteen perché unisce più generazioni, dai miei genitori ai miei figli…è un grande”

 

“Gli show cooking? Faccio il cuoco, non l’attore”

- Oliver Glowig -

 

Andrea Mariani

Glowig
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