Eataly Wine Festival. Hai toppato Eataly!

Dossier della degustazione “organizzata” dal colosso dell’eccellenza enogastronomica. L’idea era ottima, ma…

Lo scorso 29 aprile fino al primo maggio si è tenuto Eataly Wine Festival, organizzato chiaramente da Eataly, la grande casata che un po’ ci sta educando a eventi di un certo tipo e livello. E’ pur vero che non sempre basta un grande nome per rendere grande un evento. Eataly è una delle realtà più attive e originali sul piano enogastronomico, per le idee che propone, per i prodotti e per gli stessi eventi che organizza, ma questa volta, forse, ha veramente toppato!

Arriviamo da Eataly la prima sera dell’evento. Direzione ultimo piano. Davanti a noi, inevitabile, la folla di quanti entusiasti, si accalcavano nelle file, ahimè, per niente organizzate. Ma questo è un minuscolo dettaglio. Mentre aspettiamo e proseguiamo a piccoli passi, per intrattenere quel tempo, leggiamo il cartellone che indica il prezzo dell’entrata. E fino a qui, tutto ok. Il problema inizia a sorgere, quando appena accanto al prezzo dell’ingresso c’è indicato il prezzo del bicchiere. Cosa che in realtà non è stata ben comunicata, pertanto, la domanda era all’unisono: “Ah ma si paga anche il bicchiere? Non sono stati chiari, hanno lasciato intendere che era tutto compreso”. Ma va bene, altro dettaglio. Riusciamo finalmente ad andare alla cassa, ritornare al banco dei bicchieri (altra fila), prendere il nostro bicchiere e finalmente, entrare. “Più di cento cantine da tutta Italia” viene spiegato un po’ ovunque. Ora, dividere le “più di cento cantine da tutta Italia”, per il numero delle giornate, non è servito a granché se lo spazio non è adatto. O meglio, sarebbe stato adatto se ci fosse stata selezione nel pubblico. Eppure, è andata così e più che degustare, è stata una lotta tra ansia di sbrigarsi perché quello dietro di te iniziava con gli spintoni e il rappresentante della cantina che dopo aver versato il vino ben poco guidava alla degustazione. Il risultato è stato evitare questa e quella postazione-cantina.

Per fortuna siamo riusciti a degustare un ottimo Nero d’Avola prodotto dalla cantina siciliana Firriato a cui inevitabilmente abbiamo fatto qualche domandina veloce. A risponderci è stato il Sig. Roberto Addivinola dell’Associazione Romana Sommelier. tre cru ben definiti che Firriato ha immortalato dopo 15 anni di attente analisi e sperimentazioni nei terroir, per trovare la sua massima perfezione. Un vino dalla corposità e freschezza senza pari che ben raccontano la magnifica terra di Sicilia. Dopo questo grande e ammaliante calice tralasciamo questi dettagli e tutto bene quel che finisce in bene!

Coscienti della presenza di ottime cantine, il nostro rammarico è stato nella poca attenzione che si è data all’organizzazione dell’evento. E, a pensarlo, non siamo stati i soli; in tanti ci hanno chiesto di comunicare non solo la poca chiarezza che ha coinvolto il prezzo dell’ingresso, ma anche la poca organizzazione del resto dell’evento. Ma vabbè, non tutte le ciambelle vengono con il buco!

Eataly
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