Guida Michelin 2019, le stelle di Hong Kong e Macao

In un’avventura enogastronomica che parla francese, sono molto le novità che hanno riguardato i ristoranti delle due regioni cinesi. Scopriamo insieme quali…

 

È approdata l’11 dicembre 2018 a Hong Kong e Macao la nuova edizione della Guida Michelin dedicata ai migliori ristoranti del 2019. Numerosi i nuovi ingressi nel firmamento della gastronomia della Rossa tra cui due nuovi ristoranti a tre stelle, quattro ristoranti a guadagnarsi per la prima volta le due stelle e sei al loro debutto stellato. Il primo ristorante da citare è lo storico Caprice che fece il suo ingresso nella Guida nel 2009 e che in questi undici anni di permanenza ha visto le sue stelle divenire tre nel 2010 e tornare a due nel 2013 per poi, quest’anno, tornare sul podio mondiale, nell’Olimpo dei migliori. Forte dell’impegno di Guillaume Galliot,  alla guida della cucina del Caprice dal 2016, i loro piatti hanno saputo conquistare definitivamente gli ispettori Michelin con la loro ispirazione alla cucina contemporanea francese, gli ingredienti di altissimo livello e, in particolare, il rombo servito con una pregiata e particolare salsa ai ricci di mare. Il tutto accompagnato da una carta dei vini considerevole tra le più rappresentative della tradizione francese.
Con il Caprice, la lista dei ristoranti a tre stelle ad Hong Kong sale ad un totale invidiabile di sette. Tra questi: il Bo Innovation, L’Atelier de Joel Robuchon, il Sushi Shikon, il T’ang Court, il Lung King Heen ed il nostrano (d’ispirazione felliniana) 8 ½ Bombana dello chef Umberto Bombana.
A Macao, invece, il Jade Dragon è l’unico a ricevere il riconoscimento tristellato per la prima volta dopo il suo ingresso nel 2014 con due stelle con la sua cucina autentica cantonese. Promozione che rispecchia anche la carriera dello chef Kelvin Au Yeung, divenuto proprio quest’anno executive chef.
Così le tre stelle di questa regione cinese salgono a tre, insieme ai già presenti Robuchon au Dome e The Fight. Tra le novità a due stelle, vale la pena citare il neonato Ecriture, inaugurato solamente ad Aprile 2018, guidato dallo chef Maxime Gilbert, maestro nel celebrare la cucina tradizionale francese combinandola con ingredienti tipici di quella giapponese; il Sushi Saito fondato dal leggendario chef Takashi Saito; il ristorante cantonese Ying Jee Club, promosso da una stella a due per la prima volta nell’edizione di quest’anno. Con lo sguardo rivolto a Macao, invece, citiamo il nuovissimo Ducasse at Morpheus che include nel suo menù alcune delle prelibatezze rese famose dall’iconico chef francese. Ma l’incontro tra cucina francese e giapponese è risultato vincente anche per Eric Raty ed il suo Arbor che ha convinto gli ispettori della guida ad assegnargli la sua prima stella Michelin tra le pagine della Rossa. Tradizione, contaminazione e storia. Sembrano essere queste tre le parole chiave della cucina contemporanea di Hong Kong e Macao che cresce e migliora negli anni ottenendo risultati importanti nella Guida per eccellenza della gastronomia.

Gianluca Grasselli

 

Michelin_HongKong
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