Nasce la “Castelli Romani Food&Wine”: un viaggio tra sapori e territorio

Dall’idea di sei chef castellani, è nato un gruppo di professionisti che vuole promuovere i prodotti e la storia della propria terra natale. Dario Rossi: “A Marino, Frascati o Grottaferrata esistono ristoranti che, per qualità, appaiono pari o superiori a quelli della Capitale”

 

Il territorio laziale ha tantissime cose da offrire, dai vini al cibo, dalla cultura alla tradizione. A volte, però, si incappa in un clima di chiusura. In una serie di pregiudizi che rischiano di compromettere quanto di buono si è in grado di garantire. Quante volte abbiamo sentito dire: “I Castelli Romani sono famosi solo per la romanella e le fraschette di Ariccia”?. Nulla di più falso. Marino, Frascati, Grottaferrata (tanto per citare alcune cittadine) possono vantare realtà che davvero non hanno nulla invidiare ai grandi ristoranti della Capitale. Proprio per sfatare questi falsi miti è nata la “Castelli Romani Food&Wine”. L’idea è venuta a cinque professionisti del settore che per farsi conoscere, hanno organizzato un interessantissimo press tour attraverso il quale mostrare il loro ideale di enogastronomia.

Si è partiti dal ristorante Belvedere dal 1933, dove ci ha accolto lo chef Alain Rosica Matamoros insieme allo chef Dario Rossi, della gelateria Greed Avidi di gelato, e a Valentina Tiraboschi, direttrice commerciale dell’azienda agricola SanVitis. L’eleganza del ristorante e la cordialità del padrone di casa erano secondi solamente ai piatti che ci hanno servito. Si è cominciato con due: il primo era una polpettina di primo sale con gelatina di Syrah, salsa di barbabietole rosse e nocciole di Carchitti, mentre il secondo una mousse tiepida di mozzarella di Bufala, prosciutto croccante di Bassiano e salvia all’ananas in tempura. Il tutto accompagnato dai vini Trebbiano Amaltea e Sauvignon della cantina Artico, anche lei, con il suo produttore Federico Artico, inserita nella “rete”. Concludiamo con il gelato al Frascati superiore docg di Gabriele Magno su crumble di ciambelle al vino e confettura di more di Zagarolo e fiori eduli, poi un gelato al cachi e lamponi del proprio orto, servito su un cake al cacao criollo e ci mettiamo in marcia per continuare il tour esplorando la zona. Visitiamo l’Osteria F’Orme, dove lo chef Alberto Mereu ci presenta il suo spaghettone cavolfiore con cozze e polvere di tartufo dei poveri (polvere di funghi trombette della morte, essiccata e polverizzata) e la quaglia in tre consistenze con purea di sedano rapa, e sablè al cacao amaro. Con lui troviamo tra i fornelli anche lo chef Claudio Carfagna del ristorante La Galleria di Sopra venuto a regalarci un assaggio dei suoi ravioli di coda alla vaccinara in brodo gelatina di sedano e fave di cacao. Questa “ospitalità in cucina” è una dimostrazione della loro unità come gruppo e di come si aiutano l’un l’altro. Lasciamo l’accogliente locale con un piacevole ricordo di allegria e una cucchiaiata di tiramisù per dirigerci verso lo storico Ristorante Cacciani. Qui gustiamo il così detto Baccalà alla Romana 2.0, destrutturato e preparato separatamente con cipolle rosse di tropea, uvetta e pinoli, mentre davanti a noi osserviamo il panorama di Frascati in tutto il suo splendore. Riprese le giacche usciamo dal paese per andare all’Osteria Amedeo di Emanuele Reali, dove gli chef Marco Illi e Giordano Paniccia ci regalano i sapori dell’animella di vitella scaloppata con il vino Frascati, cardo passato al burro. E delle polpettine di cavolo nero e caciocavallo fritte servite su salsa di pomodoro. E per concludere due dessert, mousse al mandarino con diverse consistenze e una mousse al cioccolato. Il tutto condito dalla suggestiva vista della foresta che circonda la zona.

Al termine del tour è tempo anche delle prime dichiarazioni alla stampa. Ci pensa Dario Rossi uno dei promotori della Castelli Romani Food & Wine: “Non ci sentiamo migliori o peggiori di nessuno – esordisce lo chef – abbiamo solo una strategia comune: promuovere sotto un’altra veste, tradizionale ma innovativa, il nostro territorio. I Castelli non sono solo romanelle e fraschette: abbiamo ristoranti di livello. Di qualità pari o superiore a quelli di Roma. Dobbiamo solo trovare il modo di far conoscere i nostri prodotti”.

Discorso chiaro. Loro ci sono. E sono anche in tanti. Ora sta a voi interessarvi e incuriosirvi. Buona caccia!

 

Alberto Baccaro

  

Castelli_Romani
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