Quarta Generazione: radici profonde e sguardo al futuro

Giovanna Paternoster, figlia di una storica famiglia di viticoltori lucani, ha deciso di seguire le orme dei genitori e produrre l'Aglianico del Vulture, vitigno autoctono della Basilicata

 

 

Papà enologo, mamma sommelier e una lunga tradizione di produttori vinicoli alle spalle. Il destino di Giovanna Paternoster, in qualche maniera, era già scritto. Fin dalla nascita. Conseguita la laurea e terminate alcune esperienze lavorative, nel 2016, dopo che l'azienda storica di famiglia è stata venduta, Giovanna ha deciso di lasciare quello che stava facendo per tornare al mondo del vino ripartendo da tre ettari nei pressi di Barile, in Basilicata. La sua azienda produce l'Aglianico del Vulture, vitigno autoctono lucano, che il suo bisnonno iniziò a coltivare nel 1925. Non a caso il vino è stato chiamato Quarta Generazione: “Le parole in corsivo sull'etichetta le ho scritte io – spiega Giovanna - sono un tocco personale che sottolineano l'eredità della mia famiglia. Al contempo il bianco dello sfondo serve a staccarlo dall'ambiente canonico e classico per ringiovanirne l'immagine”.

I vigneti sono tutti a conduzione biologica certificata e la scelta produttiva è molto selettiva: attualmente la spesa in vigna è di trentacinquemila euro. Si produce per ceppo, non per ettaro e la pianta viene alleggerita per aumentare la qualità, scelta che comporta una vendemmia manuale in cassette piccole. Ai costi di lavorazione si sommano quelli di produzione e imbottigliamento. “In questo momento non abbiamo una cantina di proprietà, perciò per produzione e packaging ci affidiamo ad aziende partner, il che influisce sui costi - sottolinea la Paternoster – inoltre le nostre bottiglie vengono spedite in cassette in legno alla francese: oltre al prodotto curiamo anche la qualità dei materiali d'imbottigliamento”. Per quanto riguarda i costi di comunicazione, l'azienda lucana sta cercando di contenerli bilanciando gestione interna e collaborazioni esterne.

Inoltre sono stati fatti investimenti anche per lanciare Quarta Generazione nel panorama culinario italiano, attraverso il lavoro di due chef che hanno ideato dei piatti nuovi adatti per essere abbinati con l'Aglianico, da sempre accostato alle pietanze tradizionali lucane.

 

“L'Aglianico è un vino da meditazione, importante ed impegnativo”

- Giovanna Paternoster -

Stefano Bellachioma

QuartaGenerazione
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