A tu per tu con Antonio Paolini

Chiacchierando con la firma della critica enogastronomica internazionale

Ore 17. L’ora del tè per gli inglesi, l’ora giusta per noi di So Wine So Food per parlare di critica enogastronomica. Questa volta lo facciamo in coincidenza con l’uscita della nuova edizione de “I vini d’Italia 2017”. Incontriamo uno dei suoi due curatori, Antonio Paolini, giornalista de Il Messaggero. Dalle radici abruzzesi, Paolini arriva a una “schizofrenia gastronomica” che l’ha portato ad affinare il suo giudizio critico manifestando la sua grande penna nella nuova edizione di Vini d’Italia 2017 di L’Espresso: “una guida - come ci dice - snellita e rivoluzionaria”. Rivoluzionaria? Sì perché si rivolge direttamente al consumatore. Forse si è finalmente presa coscienza che è inutile scrivere guide solo pro-aziende? Sarà la volta buona in cui ci si rivolge realmente a chi di queste guide ne fruisce? E Paolini ci risponde: “Non vogliamo più fare il fotografo dei matrimoni”, ma, ribadisce che con consapevoli rischi, i suoi curatori hanno scelto (finalmente) di puntare all’onestà e alla sincerità. A noi è quel finalmente che preoccupa, ma andiamo avanti. Secondo Antonio “i peccati imperdonabili di una penna critica sono la presunzione, l’estremismo e il razzismo nei confronti di chi non la pensa come te”, possibili rischi ed insidie della critica sul web. I format televisivi legati al mondo della cucina hanno sicuramente avvicinato i giovani a schemi rimasti chiusi per lungo tempo in una sorta di ghetto dorato. L’immagine del cuoco, però, può essere fuorviata dalla spettacolarizzazione del piatto piuttosto che dal vero talento. Antonio ha capito di averne di quel talento dopo un corso di degustazione di vino in Borgogna a conclusione del quale collaborò con Gambero Rosso per sette anni. Oggi è al fianco di Enzo Vizzari, direttore de L’Espresso: “fratello maggiore e più bravo” così lo definisce lo stesso Antonio, dal quale è stato chiamato, insieme ad Andrea Grignaffini, a selezionare in Italia i 100 vini da bere subito, i 100 vini da comprare e i 100 vini da conservare. I trucchi del mestieri non si svelano ma il consiglio di Antonio Paolini e, soprattutto, un elogio a noi di So Wine So Food, è di continuare a puntare sulle lingue ricordando di “imparare in francese, comunicare in inglese e scrivere in italiano” nell’ambito di una solida deontologia giornalistica.

“Non vogliamo più fare il fotografo dei matrimoni”

- Antonio Paolini  -

Andrea Martina Di Lena

Paolini
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