Mauro De Angelis: Un programma sul vino? A patto che comunichi la cultura e il senso del vino

La spettacolarizzazione non tocca il mondo del vino. Non può farlo. E l’ipotesi di un programma sul vino è improbabile

Portando avanti la nostra indagine sull’utilità o meno della spettacolarizzazione del cibo, è stato inevitabile nel nostro incontro con le cantine, confrontare, sotto questo aspetto, il mondo del vino e quello del cibo: esiste una spettacolarizzazione del vino? A risponderci sono stati due esponenti del mondo vitivinicolo di un certo rilievo e cioè il Dott. Mauro De Angelis, Presidente del Consorzio vini Frascati nonché rappresentante di una delle cantine storiche presenti sul territorio laziale e il Dott. Paolo Enrici, titolare di una delle cantine più importanti del territorio nazionale e internazionale: cantine Endrizzi.

“Un buon vino richiede anni di affinamento”

- Mauro De Angelis-  

Mauro De Angelis fa una differenziazione tra comunicazione e spettacolarizzazione. Indubbia è l’importanza che riveste la comunicazione del vino che ha anche accompagnato il miglioramento della qualità del vino italiano. Ma per quanto riguarda la spettacolarizzazione, secondo il Presidente, il vino non ha subìto questo fenomeno: “è rimasto più serio”. Affermazione che ci spinge a denotare un accento negativo che dà alla spettacolarizzazione in generale. De Angelis pone l’attenzione sul bisogno di non cadere nella confusione perché il discorso del vino è un discorso che deve essere fatto dagli esperti e per questo è necessaria la specializzazione dei comunicatori e dei fruitori del vino. Quando la spettacolarizzazione si volge verso la “sperperizzazione” diventa snaturamento di un mondo, del cibo, nel caso di Masterchef e programmi affini, ma anche del vino se si arrivasse a pensare ad un programma che voglia far emergere i talenti del vino! Anche se, secondo De Angelis, l’ipotesi di un programma di wine talent è improbabile: magari un piatto può essere preparato in una o due ore, mentre un vino può richiedere anni di affinamento.

La cosa forse più triste è che questo fenomeno stia portando alla deriva la cultura del gusto. Per questo non può e non dovrebbe, aggiungiamo, riguardare il vino a patto che, l’idea fosse quella di un programma che difendesse questa cultura e trasmettesse del vino anche il suo aspetto salutare. Perché il vino, nelle parole di De Angelis, è l’esatta negazione di…una sbornia! Resta la certezza che al momento, per fortuna, la spettacolarizzazione non ha messo i suoi artigli sul nettare degli dei! Ma per questo vogliamo raccontare del Consorzio Vini Frascati di cui Mauro De Angelis è Presidente. Il Consorzio nasce a difesa dell’eredità di questo piccolo grande vino. Nasce per tutelare il prodotto e vive per promuoverlo. Oggi il Consorzio raccoglie 32 cantine alcune delle quali veri e propri gioielli, sia per quanto riguarda quelle più antiche sia per quelle di recente nascita.

E’ vero che il Frascati fatica in Italia a vedersi riconosciuto un prezzo e un valore, ma il sistema vitivinicolo ha fatto progressi strepitosi portando a casa anche due DOCG. De Angelis è anche il rappresentante di una delle cantine più prestigiose del territorio laziale, e parliamo della Tenuta Pallavicini che coltiva 80 ettari di vigneto e produce 10 tipi di vino, tra cui, il Frascati e il Poggio Verde DOCG, ma è lo Stillato, un passito, ad essere il vero orgoglio della produzione Pallavicini.

Cantina Pallavicini
Cantina Pallavicini
Cantina Pallavicini
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