Vino, ottima annata il 2018… ma lo sarà anche il 2019?

Per le bottiglie italiane, l’anno appena trascorso ha mostrato una buona crescita sul mercato,  in particolare nell’export. I prossimi 365 giorni promettono risultati molto simili ma ci sono dei piccoli dubbi che mettono in allerta produttori e manager.... soprattutto per la questione della Brexit

 

Con l’anno appena concluso, per i produttori di vino è tempo di bilanci e, tutto sommato il 2018 si chiude in positivo. Il vino italiano è nuovamente in crescita e questo sembra sarà il trend anche per tutto il 2019. Ci sono però diverse incognite per il nuovo anno appena iniziato che si sono manifestate già negli scorsi mesi. Dal rallentamento dei vini alla ripresa dei consumi interni (poco solida) i problemi da risolvere sono diversi. Ma nessun allarmismo! Per i produttori è stato comunque un buon anno particolarmente se si guarda indietro al 2017 e alla sua scarsissima vendemmia (la peggiore degli ultimi 50 anni). Si arrivò al punto da non avere più prodotti da sostituire a rotazione negli scaffali. Per un terzo del campione il 2018 si è chiuso con un fatturato sostanzialmente stabile. Questo è quanto affermato da manager e i produttori big, quindi significa che è stato posizionato meglio il vino disponibile mettendolo anche a prezzi più alti. Per un altro terzo la crescita è stata fra il +2% e il +5%; un altro terzo ancora ha chiuso il 2018 con un aumento tra il +5<% e il +10%. Solo due realtà hanno concluso l’anno con un +20%. Quindi nel complesso si può parlare di una buona annata e questo grazie in particolar modo all’export che fatturato nell’anno circa 6,2 miliardi di euro segnando un nuovo record (stima dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma). Un record che però è mascherato dalla crescita degli spumanti, il Prosecco in primis. Si guarda di buon occhio il nuovo anno e le maggiori preoccupazioni arrivano dall’estero, in particolare dalla vicenda Brexit. Ancora si deve capire quale sarà l’impatti sull’export nel Regno Unito quando uscirà dall’Euro. La Gran Bretagna ad oggi è il terzo importatore di vini italiani e quindi c’è massima apprensione per i prossimi sviluppi politico-economici, in particolare per i nuovi dazi.

Facendo però un quadro generale della situazione si può confermare la buona risuscita dei produttori sia per il 2018 e certamente anche per il 2019. Dagli andamenti dei mercati una cosa è certa: la crescita del vino italiano è legata alla creazione di valore e un miglior posizionamento di prezzo sul mercato. Che è poi il punto chiave per il successo. Ora non resta che brindare con del buon vino italiano ad un’ottima annata!

Francesca Tantillo

 

MercatoVini2018
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