La nuova frontiera del vino

Vittorio Festa, esperto di fama internazionale e candidato al titolo di “miglior enologo dell’anno” ci aiuta ad capire meglio i prodotti vegani, biologici e biodinamici

 

Da qualche anno a questa parte, anche quando si parla di vini, occorre districarsi in tutta una serie di diciture che complicano la nostra comprensione del prodotto. Vegano, biodinamico, biologico: cosa vogliono dire queste parole che si trovano sulle etichette dei nostri vini? Lo abbiamo chiesto a Vittorio Festa, enologo di fama internazionale e consulente di molte aziende vinicole.

Classe 1963, abruzzese doc e figlio d’arte enologica, Festa muove i primi passi insieme al papà, costituendo il centro tecnico enologico più importante d’Abruzzo, continuando a documentarsi anno dopo anno su tutti cambiamenti climatici e di terroir.

 

Ma quando disquisiamo di vini vegani, biodinamici o biologici, di cosa stiamo realmente parlando? Ce lo spiega Festa: “Iniziamo con i vini biologici e biodinamici facendo subito una distinzione: dopo un vuoto normativo durato molti anni, il Regolamento Europeo 203/2012 ha messo nero su bianco che cosa significa produrre vino biologico. Se in precedenza si poteva parlare solamente di vino prodotto con uve da agricoltura biologica, oggi è tutta la produzione del vino a essere regolata da norme ben precise. In particolare possono fregiarsi del logo bio i produttori che utilizzano solamente uve coltivate con metodi di agricoltura biologici e quelli che effettuano la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012. Evitando l'aggiunta di sostanze chimiche usate abitualmente per correggere il vino.”

 

“I prodotti biodinamici” continua l’enologo “sono realizzati sulla base dei dettami di Rudolf Steiner, sulle fasi lunari e su pratiche di coltivazione ancora in fase di definizione a livello europeo che si basano sui principi dell’agricoltura biodinamica. Nella polemica riguardante la legalità dei termini ‘naturale’, ‘biologico’ o ‘libero’, FederBio precisa che, a differenza di quelli puramente biologici, non tutti i vigneti ‘liberi’ sono in realtà esenti dall’uso di insetticidi e anticrittogamici.

 

I vini vegani, però, non nascono in natura. Questo presuppone un lungo lavoro in cantina che Festa non nega: “Suoi vini vegani c’è ancora un mondo inesplorato e forse pieno di mine antiuomo – sorride - qui non si parla solo di cantina ma anche di vigna stessa. Ad esempio per la produzione dei miei vini, io uso la bentonite (minerale) o il chitosano (polimeri estratti da una fonte fungina alimentare). Non punterei il dito sui vini vegani ma sulla moda. Nelle mie convention, ad esempio, ormai parlo solo di sostenibilità. Di come noi, nel nostro mestiere e con professionalità, possiamo avere un risultato ottimo ma che non inquini l’ambiente”.

 

Parole sagge. Quelle di un enologo internazionale, selezionato da Food and Travel per contendersi con Riccardo Cotarella e Marco Mascellani il titolo di miglior enologo dell’anno. In bocca al lupo, Vittorio!

 

Andrea Mariani

 

VittorioFesta

Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites - Bets.Zone - UK Gambling Websites Use our complete list of trusted and reputable operators to see at a glance the best casino, poker, sport and bingo bonuses available online.

Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con la nostra Cookie Policy. Consulta la Cookie Policy