Cantina Medici Ermente: il Lambrusco che si rinnova

“Lambrusco & pop-corn” cantava Ligabue nel 1991. Col formaggio, con la pizza e persino con le pop-corn: sta bene con tutto

 

Iniziò tutto nel 1890: le osterie, la vie Emilia, gli artisti, la sovrapproduzione e il ritorno in auge del Lambrusco. La storia della Cantina Medici Ermete attraversa un secolo di altalenanti successi del vino emiliano per antonomasia: ce lo racconta il portavoce della quinta generazione Alessandro Medici.

La cantina Medici Ermete custodisce quasi 130 anni di savoir-faire – è il caso di dirlo – che ha vissuto appieno la storia del Lambrusco: alla fine dell’ottocento dolce nettare degli artisti che trovavano ristoro nelle osterie di Remigio Medici sulla via Emilia, poi, nel nuovo millennio, vino bistrattato al quale spettò l’epiteto di Italian-cola, fino ad arrivare ai giorni nostri, al ritorno sul mercato con un gusto decisamente inaspettato. La famiglia Medici ha cambiato il destino di un vino dalla fama scontata e immeritata, portandolo a conquistare per nove anni consecutivi i tre calici del Gambero Rosso, il mercato internazionale e i palati dei più scettici.

Se il trisavolo di Alessandro Medici, Remigio, diede il via all’attività vitivinicola al fine di rifornire le sue tre osterie, fu Ermete, il bisnonno, a dare vita all’attività famigliare e a “segnare il passaggio dalla ristorazione alla produzione di vino”. Fu poi la terza generazione Medici a portare oltre oceano il Lambrusco, “uno dei primissimi vini a essere esportato al di fuori dei confini nazionali. Mio nonno Giorgio decise di esportare il Lambrusco in Germania e negli Stati Uniti.” Il Lambrusco diventò l’icona "della bollicina italiana”.

Colore rosso rubino, bollicine che solleticano la gola e un sapore che ben si sposa con tutte le pietanze della cucina mediterranea, pizza compresa. L’estrema versatilità e gentilezza di questo vino costituiscono il suo punto di forza, ma anche il suo tallone d’Achille: “Due grandi cooperative vi hanno visto una grande possibilità di business e hanno preferito la quantità alla qualità. Hanno iniziato a produrre un Lambrusco di pessima qualità e in grandissimi volumi, sono arrivati a imbottigliarlo anche in lattina, cremando così completamente l’immagine del vino in tutto il mondo. The Italian Cola deriva da questo”.

Nel 1987, anno in cui il padre di Alessandro Medici entrò in azienda, l’immagine del Lambrusco era completamente falsata: “ai tempi il Lambrusco era passato dalle stelle alle stalle. Era dolce, non era prodotto da vigneti di proprietà, non c’era il controllo su tutta la filiera”. La fama di questo vino era tale che persino i ristoratori italiani non volevano averlo in carta. Questo non fermò la cantina Medici, che, contro ogni aspettativa, acquistò vigneti ed effettuò la sua prima vendemmia nel 1993; un anno dopo sul mercato circolò il Lambrusco concerto, il “pioniere della qualità”, il primo Lambrusco secco a essere concepito ed esportato oltre i confini nazionali. L’idea e la nuova identità di questo vino conquistò le enoteche di tutto il mondo, da quelle italiane a quelle californiane. Per conquistare i buyers americani la cantina decise di utilizzare un pizza truck, presentandosi alla porta dei potenziali acquirenti: “Non abbiamo fatto riunioni, ci siamo presentati con il truck e un banchetto dove sbicchieravamo il Lambrusco. E’ stato un successo pazzesco, perché l’abbinamento Lambrusco-pizza ha fatto innamorare tutti i venditori. E’ stato consumato più vino che pizza”.

Il matrimonio tra Lambrusco e pizza è stato, per la famiglia Medici,  “una grandissima chiave di marketing”: per raccontare la qualità di questo prodotto “dovevamo trovare qualcosa di differente” e quel qualcosa di differente era la sua grandissima versatilità, “il Lambrusco è l’unico vino che riesce avere i tre parametri, acidità, tannino e livello zuccherino, molto bilanciati.” L’acidità si sposa alla perfezione con la cucina italiana, il livello zuccherino invece incontra dei gusti più orientali e più spicy, mentre il tannino si lega gustosamente alla carne. E la pizza? “La pizza gourmet che sta nascendo negli ultimi anni è un qualcosa di molto versatile” si va dalla margherita alle pizze più elaborate, “i condimenti della pizza sono molto ricchi e variegati, così come il Lambrusco”.

L’ultima sfida della cantina è Phermento, il vino-progetto ideato e prodotto da Alessandro Medici col metodo ancestrale: metodo charmat con una seconda fermentazione più breve e niente al dégorgement: i lieviti vengono lasciati all’interno della bottiglia. “Un ritorno al passato” che celebra il Phermento “intorno al mondo del Lambrusco”; l’importante acidità del Sorbara di Modena dona al vino un colore molto più chiaro, quasi rosé. Tremila bottiglie di Phermento sono già state immesse sul mercato, “questo è un vino perfetto per tantissime tipologie di pizza”, non ci resta che provare!

Valentina Forte

 

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