Cantina Su’ entu: vento, bellezza e ambizione in 10 bottiglie

Enoturisti di tutto il mondo: vi portiamo a visitare la cantina vincitrice del premio Landscape 2.0 attraverso le parole di Roberta Pilloni, vignaiola ambiziosa pronta a valorizzare il patrimonio agroalimentare sardo

 

Su’entu, il vento, come quello che spira tra le rotonde colline della Marmilla e che accarezza i vigneti. Sono trentadue gli ettari che circondano la cantina, una struttura che nel suo essere spartana accoglie uno stile pulito e lineare, fatto da ampie vetrate e fasci di luce, nella rigorosità del bianco e delle strutture geometriche. La location è davvero suggestiva: la Sardegna e la bellezza delle sue coste sembrano passare in secondo piano.

Non solo spiagge: l’isola ha molto di più da offrire del semplice turismo di massa. Nell’entroterra, ricco di storia e di aneddoti, Su’entu punta a diventare un punto caldo del turismo enogastronomico. In previsione per i prossimi anni, la cantina si trasformerà in una vera e propria struttura ricettiva con annessa Spa, dove gli scarti di lavorazione si trasformeranno in prodotti cosmetici: vino terapia, scrub e maschere ai vinaccioli sono pronti per essere implementati, “questo è il sogno”.

La coniugazione tra il bello e la degustazione di un vino è insita nel fatto che “sta cambiando anche il consumo del vino. Ad oggi si cerca un prodotto di qualità, non per un consumo quotidiano ma per le occasioni speciali: il consumatore è molto più attento alla qualità e ha voglia di scoprire dove avviene la produzione”. E dove si colloca l’importanza di avere una location moderna che ammicca alla bellezza? Nella ricettività, fermo restando che “la bellezza deve integrarsi con la produzione” perché “il cliente si appassiona e vuole scoprire la cantina e la produzione, ma anche la storia del territorio”.

Il challenge finale della famiglia Pilloni è quello di “pensare al futuro e fare a traino all’economia locale, creando prodotti di qualità e vini che si differenziano per la loro unicità”. Dieci vini e una tiratura di 200.000 bottiglie rendono la Su’entu una cantina che dà piacere ai cinque sensi, in primis al gusto e alla vista. A proposito di unicità: a interpretare il binomio bello e di qualità è un vino in particolare, il Bovale. Il Bovale è un vitigno autoctono sardo considerato povero e utilizzato come uva da taglio, per certi versi addirittura bistrattato tanto che “pochi produttori avevano il piacere di scrivere in etichetta Bovale”. La cantina Su’entu ha rivoluzionato questo aspetto nel 2012, producendo un cento per cento Bovale che gli è valso il premio Luigi Veronelli; un vino con “una buona gradazione dalle note verdi addolcite dalla maturazione e dal colore, un tannico morbido che è denominato IGT Marmilla”. La Pilloni pensa al Bovale come vino da associare al paesaggio perché “richiama il territorio” e la cantina, i cui colori si inseriscono perfettamente nel paesaggio richiamando la terra, le colline e la bellezza selvaggia della Sardegna.


Valentina Forte

 

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